SAL nei lavori privati: come impostarli in una ristrutturazione
Come impostare gli stati di avanzamento in una ristrutturazione privata: contratto, libretto delle misure, ritenute, certificati di pagamento e conto finale.
In un appalto pubblico il direttore dei lavori trova i documenti contabili già definiti dalla norma. In una ristrutturazione privata no: l’appartamento del committente non ha un regolamento sulla contabilità dei lavori, e il SAL vale quello che il contratto dice che vale. Questo è un vantaggio, perché puoi costruire uno strumento proporzionato al cantiere, ma anche un rischio, perché quello che non scrivi prima diventa una discussione dopo. Qui trovi un metodo per impostarlo, dal contratto al conto finale.
Una premessa: quello che segue è un’impostazione tecnica, non una consulenza legale. Il contratto va scritto con attenzione, e nei casi dubbi con un legale.
Il punto di partenza è il contratto d’appalto
Il codice civile definisce l’appalto all’articolo 1655 e disciplina la verifica e il pagamento agli articoli 1665 e 1666. Il secondo è quello che interessa i SAL: se l’opera si esegue per partite, ciascuna parte può chiedere che la verifica avvenga per le singole partite, e l’appaltatore può chiedere il pagamento in proporzione all’opera eseguita. C’è una conseguenza da tenere presente: il pagamento fa presumere l’accettazione della parte pagata, mentre il semplice acconto no. Per questo conviene che il contratto dica chiaramente se le rate dei SAL sono acconti o pagamenti di partite accettate.
Nel contratto, per poter fare SAL senza ambiguità, dovresti trovare almeno:
- il tipo di corrispettivo: a corpo, a misura o misto. A corpo si contabilizzano percentuali di avanzamento delle categorie; a misura si contabilizzano quantità per prezzi unitari;
- l’elenco delle lavorazioni contrattuali con prezzi o importi, che diventa la struttura del libretto;
- quando si emette un SAL: a cadenza fissa, al raggiungimento di un importo minimo, a fasi definite (demolizioni finite, impianti sotto traccia, massetti, finiture);
- la ritenuta a garanzia, se c’è, e quando si svincola;
- l’anticipo e come si recupera sulle rate;
- chi redige e chi approva: di solito il direttore dei lavori redige, l’impresa sottoscrive, il committente paga;
- i termini di pagamento dal certificato.
Se il contratto non dice nulla di questo, prima di aprire il primo SAL vale la pena mettere per iscritto un accordo integrativo, anche semplice.
Il libretto delle misure: da dove vengono gli importi
Il libretto è il luogo in cui annoti cosa è stato eseguito e quanto. Nei lavori a misura è il cuore della contabilità; in quelli a corpo serve comunque a motivare le percentuali di avanzamento.
Ogni misura dovrebbe dire tre cose: quale lavorazione (con il riferimento alla voce contrattuale), dove (il locale, la parete, il piano) e come l’hai ricavata (misura in cantiere, disegno aggiornato, conteggio). Una riga che dice solo «intonaco 42 m²» è difficile da difendere quando, al terzo SAL, qualcuno chiede se il bagno era già compreso nel secondo.
Due regole che evitano molti problemi:
- Misura progressiva: il libretto riporta sempre il totale eseguito fino a quel momento, non solo il parziale del periodo. L’importo della rata si ottiene per differenza.
- Misure in contraddittorio: se l’impresa è presente e firma, le quantità diventano molto più difficili da contestare dopo.
Se le quantità di progetto nascono da un disegno, il confronto fra computo e misurato diventa immediato. Ne parliamo in quantità dalla geometria.
Dal SAL al certificato di pagamento
Il SAL e il certificato di pagamento sono due documenti diversi, anche se spesso vengono confusi. Il SAL riepiloga i lavori eseguiti a una data; il certificato dice quanto si paga adesso.
| Voce | Esempio di calcolo |
|---|---|
| Importo lavori eseguiti a oggi (dal SAL) | totale progressivo del libretto |
| meno ritenuta a garanzia | percentuale prevista dal contratto sul progressivo |
| meno recupero dell’anticipo | quota prevista per questa rata |
| meno certificati precedenti | somma già certificata |
| Importo del certificato | netto da pagare, più IVA secondo il regime applicabile |
Lavorare sul progressivo e sottrarre il già certificato ha un vantaggio pratico: un errore in un SAL precedente si corregge da solo nel successivo, invece di trascinarsi.
La ritenuta a garanzia merita una nota. Negli appalti pubblici il codice dei contratti prevede una ritenuta sull’importo progressivo; nel privato non esiste un obbligo, e la ritenuta c’è solo se il contratto la stabilisce. Se la prevedi, scrivi anche quando si svincola: al collaudo, alla consegna, dopo un certo periodo senza difetti.
Il conto finale
Il conto finale chiude la contabilità: riepiloga tutti i lavori eseguiti, le eventuali varianti e lavori extra concordati, i SAL emessi, le ritenute trattenute e il saldo. È il momento in cui emergono le cose rimaste sospese: una variante mai formalizzata, una lavorazione contestata, una penale.
Per arrivarci senza sorprese conviene tenere, lungo il cantiere, un elenco delle questioni aperte: riserve dell’impresa, lavori extra richiesti a voce, modifiche decise in sopralluogo. Se ogni disposizione è finita in un verbale, il conto finale è un riepilogo; se no, è una ricostruzione. Su come scrivere quei verbali trovi un metodo in verbale di sopralluogo e giornale dei lavori.
In una ristrutturazione privata il conto finale si accompagna spesso a un certificato di regolare esecuzione o a un verbale di accettazione, secondo quanto previsto dal contratto. Ricorda che, per il codice civile, l’opera ricevuta senza riserve si considera accettata.
Errori frequenti
- SAL senza contratto chiaro: nessuna soglia, nessuna cadenza, e ogni rata diventa una trattativa.
- Percentuali a occhio nei lavori a corpo, senza un libretto che le motivi.
- Parziali invece che progressivi, con errori che si sommano rata dopo rata.
- Lavori extra non formalizzati che compaiono solo nel conto finale.
- Varianti prezzate a posteriori, senza un nuovo prezzo concordato prima dell’esecuzione.
- Ritenuta prevista ma senza regole di svincolo.
- Documenti non firmati dalle parti, quindi facili da contestare.
Come lo gestisce ilai
Nel modulo Computo e contabilità la contabilità parte dalle lavorazioni contrattuali della commessa. Tieni libretto e registro con misure e annotazioni, emetti SAL e certificati di pagamento in PDF e DOCX, e chiudi con il conto finale e il certificato di regolare esecuzione. Le misure raccolte in cantiere con il modulo Cantiere sono già pronte per la contabilità. I documenti restano da verificare e firmare: la firma digitale non è ancora integrata, quindi firmi con il tuo strumento abituale. La struttura dei documenti la adatti al contratto con il committente, perché nel privato è il contratto a comandare.
In sintesi
Nei lavori privati il SAL non ha un formato imposto: lo definisce il contratto, e il codice civile ne dà solo la cornice. Scrivi prima cadenze, ritenute e anticipi, tieni un libretto progressivo con provenienza delle misure, separa SAL e certificato di pagamento e formalizza ogni lavoro extra quando nasce. Se vuoi provare questo flusso su una commessa reale, il programma pilota parte da tre casi del tuo studio.
Domande sull'argomento
Nei lavori privati il SAL è obbligatorio?
Non c'è un modello imposto come nei lavori pubblici. Il codice civile consente, per le opere eseguite per partite, di chiedere la verifica e il pagamento in proporzione al lavoro fatto; tempi, soglie e forma del SAL li stabilisce il contratto d'appalto.
Che differenza c'è tra SAL e certificato di pagamento?
Il SAL riassume i lavori eseguiti fino a una certa data e il loro importo; il certificato di pagamento ne ricava la somma da pagare in quella rata, togliendo quanto già pagato, le ritenute e gli eventuali anticipi da recuperare.
La ritenuta a garanzia è dovuta anche nel privato?
Solo se il contratto la prevede. Nei lavori pubblici una ritenuta è stabilita dal codice dei contratti; nel privato percentuale e condizioni di svincolo sono un accordo tra le parti, da scrivere con chiarezza.